Un viaggio
nel ventre del tempo

A trip
in the lomb
of time

Una grotta
a più
dimensioni

A multi-
faceted
cave

Un gioiello
architettonico

An architectural
jewel

Uno scrigno d’arte

A treasure
chest of art

Segni,
scritture,
enigmi

Symbols,
written signs,
enigmas

Un sentiero
sotterraneo

An underground
path

Avventure
speleologiche

Caving
adventures

foto di Fabrizio Bosco

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Segni, scritture, enigmi da un passato misterioso

La Chiesa-Grotta di San Giovanni d’Antro suggestiona studiosi e turisti per i molti enigmi legati alla sua iconografia. All’ingresso appare sulla parete rocciosa un volto di Cristo che richiama la Sacra Sindone e sulla cui origine sono state proposte molte ipotesi, evocando anche possibili presenze di Templari, confortate da lacerti di affreschi con simboli tipici degli ordini cavallereschi, come croci a bracci eguali e un fiore della vita a sei petali, iscritti in un cerchio.

Sulla parete absidale della cappella sono emersi brani di un intonaco arcaico con una scritta misteriosa in lingua greca e rudimentali rappresentazioni di “ruote cigliate” (o soli) e di palme (o forse felci), d’incerta interpretazione, probabilmente dipinti tra VII e VIII secolo, in un momento storico ai confini tra paganesimo e cristianesimo e in una terra inquieta attraversata da Longobardi, Slavi e tanti altri popoli. Abbandonato ogni rigore scientifico, si è conquistati dall’atmosfera magica di questo luogo che ha ispirato antiche leggende, come quella della Regina Vida, forse Rosmunda o la mitica Teodolinda, rifugiatasi dagli assalti di Attila in quest’impervio nido d’aquila, entrato a far parte della mitologia locale con il nome di “Fortezza degli Slavi”.   

Symbols, written signs and enigmas from a mysterious past

The many mysteries held by the iconography of the Church/Cave of San Giovanni d’Antro exert a unique effect on tourists and scholars alike. Near the entrance, the face of Christ carved on the stone wall, which in many ways recalls the Holy Shroud, has given rise to numerous theories, some referring to the presence of the Knights Templar and based on the frescoes showing symbols typical of knightly orders, such as equal-armed crosses and a six-petal rosette, both carved inside a circle.

On the wall of the apse in the chapel, researchers have discovered ancient markings in the plaster, a mysterious phrase in Greek and rudimental symbols such as the “fringed circle” (the sun) and palm trees (or perhaps ferns). Their meaning is less than clear, but these were probably painted between the VII and VIII centuries, in a moment of history between paganism and the advent of Christianity, in a turbulent region through which the Longobards, Slavic peoples and many others were passing. Leaving aside all scientific considerations, the visitor is struck by the magical atmosphere of a place that has inspired ancient legends, such as that of Queen Vida – perhaps Rosamund or even the mythical Thiodelinda – who fled from the attacks of Attila to this impregnable eagle’s nest, which became known in local mythology as the “Fortezza degli Slavi” (Fortress of the Slavs).