VISITA VIRTUALE
DELLA GROTTA-CHIESA D’ANTRO
Per prepararti alla Grotta-Chiesa d’Antro, ti proponiamo un percorso virtuale, che ti consentirà di scoprire e di approfondire i tesori naturalistici, artistici e culturali di questo sito unico. Naturalmente la “visita virtuale” non potrà sostituire l’esperienza reale, l’incontro con un ambiente dove la natura regala emozioni indimenticabili: i profumi e la freschezza del bosco, lo scrosciare dell’acqua, le variazioni di luce, gli stillicidi dalle concrezioni e, per i più fortunati, l’incontro con gli abitanti della grotta, i pipistrelli, o con ospiti occasionali come i ghiri.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
3. GROTTA
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
1) La falesia
Per raggiungere la Grotta-Chiesa dal parcheggio d’Antro devi percorrere un sentiero (1) pianeggiante nel bosco, lungo circa cinquecento metri. Strada facendo, con un po’ di attenzione, potrai notare delle incisioni (2) su alcune pietre. Una, in particolare, raffigura una tria (3): un simbolo misterioso, secondo alcune ipotesi associato alla Triplice Cinta delle mura di Gerusalemme e ricorrente lungo i cammini dei Templari verso la Terrasanta.
La Grotta-Chiesa d’Antro si trova a 348 metri di altitudine, sulla sponda destra della Valle del Natisone, e domina il fondovalle come un nido d’aquila (4). È incastonata su una falesia alta un centinaio di metri, posta sul fianco del Monte Mladesiena. Sopra si estende un altopiano di calcare: un enorme imbuto per le acque piovane, che hanno scavato un labirinto sotterraneo lungo più di cinque chilometri.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
1. ESTERNO
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
2
1
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4
1) La falesia
Per raggiungere la Grotta-Chiesa dal parcheggio d’Antro devi percorrere un sentiero (1) pianeggiante nel bosco, lungo circa cinquecento metri. Strada facendo, con un po’ di attenzione, potrai notare delle incisioni (2) su alcune pietre. Una, in particolare, raffigura una tria (3): un simbolo misterioso, secondo alcune ipotesi associato alla Triplice Cinta delle mura di Gerusalemme e ricorrente lungo i cammini dei Templari verso la Terrasanta.
La Grotta-Chiesa d’Antro si trova a 348 metri di altitudine, sulla sponda destra della Valle del Natisone, e domina il fondovalle come un nido d’aquila (4). È incastonata su una falesia alta un centinaio di metri, posta sul fianco del Monte Mladesiena. Sopra si estende un altopiano di calcare: un enorme imbuto per le acque piovane, che hanno scavato un labirinto sotterraneo lungo più di cinque chilometri.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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1) La falesia
Per raggiungere la Grotta-Chiesa dal parcheggio d’Antro devi percorrere un sentiero (1) pianeggiante nel bosco, lungo circa cinquecento metri. Strada facendo, con un po’ di attenzione, potrai notare delle incisioni (2) su alcune pietre. Una, in particolare, raffigura una tria (3): un simbolo misterioso, secondo alcune ipotesi associato alla Triplice Cinta delle mura di Gerusalemme e ricorrente lungo i cammini dei Templari verso la Terrasanta.
La Grotta-Chiesa d’Antro si trova a 348 metri di altitudine, sulla sponda destra della Valle del Natisone, e domina il fondovalle come un nido d’aquila (4). È incastonata su una falesia alta un centinaio di metri, posta sul fianco del Monte Mladesiena. Sopra si estende un altopiano di calcare: un enorme imbuto per le acque piovane, che hanno scavato un labirinto sotterraneo lungo più di cinque chilometri.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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1) La falesia
Per raggiungere la Grotta-Chiesa dal parcheggio d’Antro devi percorrere un sentiero (1) pianeggiante nel bosco, lungo circa cinquecento metri. Strada facendo, con un po’ di attenzione, potrai notare delle incisioni (2) su alcune pietre. Una, in particolare, raffigura una tria (3): un simbolo misterioso, secondo alcune ipotesi associato alla Triplice Cinta delle mura di Gerusalemme e ricorrente lungo i cammini dei Templari verso la Terrasanta.
La Grotta-Chiesa d’Antro si trova a 348 metri di altitudine, sulla sponda destra della Valle del Natisone, e domina il fondovalle come un nido d’aquila (4). È incastonata su una falesia alta un centinaio di metri, posta sul fianco del Monte Mladesiena. Sopra si estende un altopiano di calcare: un enorme imbuto per le acque piovane, che hanno scavato un labirinto sotterraneo lungo più di cinque chilometri.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
2
1
3
4
2) La cascatella
Alla sinistra della biglietteria, un breve sentiero in lieve discesa ti conduce a un punto vista di spettacolare e istruttivo, che ti consente di cogliere l’eccezionale collocazione (1) della Grotta-Chiesa: una vedetta a strapiombo sulla falesia, un tempo inaccessibile.
Qui, alla base della parete di roccia, fuoriescono le acque piovane (2) che hanno scavato le gallerie naturali della grotta e sono state trattenute fino a questo punto dalla marna impermeabile. Si formano così una cascatella (3) di portata variabile e un ruscello che si perde nelle ombre del bosco.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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2) La cascatella
Alla sinistra della biglietteria, un breve sentiero in lieve discesa ti conduce a un punto vista di spettacolare e istruttivo, che ti consente di cogliere l’eccezionale collocazione (1) della Grotta-Chiesa: una vedetta a strapiombo sulla falesia, un tempo inaccessibile.
Qui, alla base della parete di roccia, fuoriescono le acque piovane (2) che hanno scavato le gallerie naturali della grotta e sono state trattenute fino a questo punto dalla marna impermeabile. Si formano così una cascatella (3) di portata variabile e un ruscello che si perde nelle ombre del bosco.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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2) La cascatella
Alla sinistra della biglietteria, un breve sentiero in lieve discesa ti conduce a un punto vista di spettacolare e istruttivo, che ti consente di cogliere l’eccezionale collocazione (1) della Grotta-Chiesa: una vedetta a strapiombo sulla falesia, un tempo inaccessibile.
Qui, alla base della parete di roccia, fuoriescono le acque piovane (2) che hanno scavato le gallerie naturali della grotta e sono state trattenute fino a questo punto dalla marna impermeabile. Si formano così una cascatella (3) di portata variabile e un ruscello che si perde nelle ombre del bosco.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
2
1
3
3) La scalinata
Uno degli ambienti più suggestivi di questo sito è la scalinata d’accesso (1), costituita da 86 gradini di pietra. Prima dell’anno Mille arrivare alla Grotta-Chiesa era sicuramente più arduo. Si accedeva solo con scale di corda o retraibili, per poi isolarsi e proteggersi. La grotta era frequentata già in epoca romana e forse ancor prima, come fortezza e luogo di culto. Non si presentava, tuttavia, com’è oggi, per le trasformazioni avvenute nei secoli. Come mai un luogo così impervio (2) ha attratto l’uomo fin dalla notte dei tempi? Perché è un riparo sicuro e abbonda del tesoro più prezioso, l’acqua: fonte di vita, risorsa necessaria per la sopravvivenza durante gli assedi, materia prima per riti pagani e cristiani, a cominciare dal battesimo.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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3) La scalinata
Uno degli ambienti più suggestivi di questo sito è la scalinata d’accesso (1), costituita da 86 gradini di pietra. Prima dell’anno Mille arrivare alla Grotta-Chiesa era sicuramente più arduo. Si accedeva solo con scale di corda o retraibili, per poi isolarsi e proteggersi. La grotta era frequentata già in epoca romana e forse ancor prima, come fortezza e luogo di culto. Non si presentava, tuttavia, com’è oggi, per le trasformazioni avvenute nei secoli. Come mai un luogo così impervio (2) ha attratto l’uomo fin dalla notte dei tempi? Perché è un riparo sicuro e abbonda del tesoro più prezioso, l’acqua: fonte di vita, risorsa necessaria per la sopravvivenza durante gli assedi, materia prima per riti pagani e cristiani, a cominciare dal battesimo.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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1
4) Il castello perduto
Oltre metà della scalinata, si notano i modesti ruderi del castello della Grotta-d’Antro (1), le cui origini risalgono all’epoca romana. Le Valli del Natisone, fin da tempi remoti, sono state percorse da ondate di popoli e di eserciti, e quindi munite di roccaforti difensive. Su quasi ogni cucuzzolo c’erano punti di osservazione collegati tra loro e dominati da tre fortezze principali: la prima qui, presso la Grotta d’Antro; la seconda a Castelmonte (2); la terza a Cividale del Friuli (3). Questo sistema di difesa favoriva le segnalazioni: immagina fuochi notturni e lampi baluginanti sugli specchi nelle giornate di sole.
Non distante da questo castello, ne esistevano altri due: il castello d’Antro, nel vicino borgo dove hai cominciato la passeggiata, e il ricostruito castello di Ahrensperg (4), forse un tempo abitato dalla mitica Regina Vida.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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4) Il castello perduto
Oltre metà della scalinata, si notano i modesti ruderi del castello della Grotta-d’Antro (1), le cui origini risalgono all’epoca romana. Le Valli del Natisone, fin da tempi remoti, sono state percorse da ondate di popoli e di eserciti, e quindi munite di roccaforti difensive. Su quasi ogni cucuzzolo c’erano punti di osservazione collegati tra loro e dominati da tre fortezze principali: la prima qui, presso la Grotta d’Antro; la seconda a Castelmonte (2); la terza a Cividale del Friuli (3). Questo sistema di difesa favoriva le segnalazioni: immagina fuochi notturni e lampi baluginanti sugli specchi nelle giornate di sole.
Non distante da questo castello, ne esistevano altri due: il castello d’Antro, nel vicino borgo dove hai cominciato la passeggiata, e il ricostruito castello di Ahrensperg (4), forse un tempo abitato dalla mitica Regina Vida.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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4) Il castello perduto
Oltre metà della scalinata, si notano i modesti ruderi del castello della Grotta-d’Antro (1), le cui origini risalgono all’epoca romana. Le Valli del Natisone, fin da tempi remoti, sono state percorse da ondate di popoli e di eserciti, e quindi munite di roccaforti difensive. Su quasi ogni cucuzzolo c’erano punti di osservazione collegati tra loro e dominati da tre fortezze principali: la prima qui, presso la Grotta d’Antro; la seconda a Castelmonte (2); la terza a Cividale del Friuli (3). Questo sistema di difesa favoriva le segnalazioni: immagina fuochi notturni e lampi baluginanti sugli specchi nelle giornate di sole.
Non distante da questo castello, ne esistevano altri due: il castello d’Antro, nel vicino borgo dove hai cominciato la passeggiata, e il ricostruito castello di Ahrensperg (4), forse un tempo abitato dalla mitica Regina Vida.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
2
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4) Il castello perduto
Oltre metà della scalinata, si notano i modesti ruderi del castello della Grotta-d’Antro (1), le cui origini risalgono all’epoca romana. Le Valli del Natisone, fin da tempi remoti, sono state percorse da ondate di popoli e di eserciti, e quindi munite di roccaforti difensive. Su quasi ogni cucuzzolo c’erano punti di osservazione collegati tra loro e dominati da tre fortezze principali: la prima qui, presso la Grotta d’Antro; la seconda a Castelmonte (2); la terza a Cividale del Friuli (3). Questo sistema di difesa favoriva le segnalazioni: immagina fuochi notturni e lampi baluginanti sugli specchi nelle giornate di sole.
Non distante da questo castello, ne esistevano altri due: il castello d’Antro, nel vicino borgo dove hai cominciato la passeggiata, e il ricostruito castello di Ahrensperg (4), forse un tempo abitato dalla mitica Regina Vida.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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5) La Regina Vida
Per conoscere la leggenda della mitica Regina Vida, t’invitiamo a vedere il cortometraggio Vida., che ricostruisce il leggendario assedio di Attila alla Grotta di Antro, rifugio della popolazione locale guidata dall’astuta giovane regina, capace di respingere il nemico con spavaldo coraggio e con astuzie degne di Ulisse. Il video dura 15 minuti: potrai godertelo con calma alla fine di questo percorso.
L’opera è la tesi di laurea di Pietro Cromaz, giovanissimo autore delle Valli formatosi all’Università di Nova Gorica, ed è prodotta da Kinoatelje-Gorizia.
1. ESTERNO
2. CHIESA
3. GROTTA
5) La Regina Vida
C’era una volta una giovane Regina di nome Vida (1). Saputo della calata di Attila (2), re degli Unni, Vida si rifugiò con il suo popolo nella Grotta d’Antro, portandovi pochi sacchi di grano. Attila, giunto davanti a quel nido inespugnabile, decise di aspettare, per ridurre gli assediati alla fame. Vida, allora, giocò le sue estreme carte: lanciò ad Attila (3) l’ultimo sacco di grano rimasto, con parole di sfida: “Prendetevelo, tanto qui abbiamo tanti sacchi di grano quanti sono i chicchi contenuti nel sacco.” Attila fu ingannato da Vida, credendo alle sue parole. Ripiegò allora su Aquileia (4), che fu rasa al suolo.
Vida salvò così il suo popolo, rimanendo sullo sfondo delle leggende popolari, talora identificata con Teodolinda. Non può tuttavia trattarsi della regina longobarda diventata cristiana: questa, si sa, visse più di un secolo dopo…
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
Per conoscere la leggenda della mitica Regina Vida, t’invitiamo a vedere il cortometraggio Vida. Il video dura 15 minuti: potrai godertelo con calma alla fine di questo percorso. L’opera è la tesi di laurea di Pietro Cromaz, giovanissimo autore delle Valli formatosi all’Università di Nova Gorica, ed è prodotta da Kinoatelje-Gorizia.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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5) La Regina Vida
C’era una volta una giovane Regina di nome Vida (1). Saputo della calata di Attila (2), re degli Unni, Vida si rifugiò con il suo popolo nella Grotta d’Antro, portandovi pochi sacchi di grano. Attila, giunto davanti a quel nido inespugnabile, decise di aspettare, per ridurre gli assediati alla fame. Vida, allora, giocò le sue estreme carte: lanciò ad Attila (3) l’ultimo sacco di grano rimasto, con parole di sfida: “Prendetevelo, tanto qui abbiamo tanti sacchi di grano quanti sono i chicchi contenuti nel sacco.” Attila fu ingannato da Vida, credendo alle sue parole. Ripiegò allora su Aquileia (4), che fu rasa al suolo.
Vida salvò così il suo popolo, rimanendo sullo sfondo delle leggende popolari, talora identificata con Teodolinda. Non può tuttavia trattarsi della regina longobarda diventata cristiana: questa, si sa, visse più di un secolo dopo…
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
Per conoscere la leggenda della mitica Regina Vida, t’invitiamo a vedere il cortometraggio Vida. Il video dura 15 minuti: potrai godertelo con calma alla fine di questo percorso. L’opera è la tesi di laurea di Pietro Cromaz, giovanissimo autore delle Valli formatosi all’Università di Nova Gorica, ed è prodotta da Kinoatelje-Gorizia.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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5) La Regina Vida
C’era una volta una giovane Regina di nome Vida (1). Saputo della calata di Attila (2), re degli Unni, Vida si rifugiò con il suo popolo nella Grotta d’Antro, portandovi pochi sacchi di grano. Attila, giunto davanti a quel nido inespugnabile, decise di aspettare, per ridurre gli assediati alla fame. Vida, allora, giocò le sue estreme carte: lanciò ad Attila (3) l’ultimo sacco di grano rimasto, con parole di sfida: “Prendetevelo, tanto qui abbiamo tanti sacchi di grano quanti sono i chicchi contenuti nel sacco.” Attila fu ingannato da Vida, credendo alle sue parole. Ripiegò allora su Aquileia (4), che fu rasa al suolo.
Vida salvò così il suo popolo, rimanendo sullo sfondo delle leggende popolari, talora identificata con Teodolinda. Non può tuttavia trattarsi della regina longobarda diventata cristiana: questa, si sa, visse più di un secolo dopo…
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
Per conoscere la leggenda della mitica Regina Vida, t’invitiamo a vedere il cortometraggio Vida. Il video dura 15 minuti: potrai godertelo con calma alla fine di questo percorso. L’opera è la tesi di laurea di Pietro Cromaz, giovanissimo autore delle Valli formatosi all’Università di Nova Gorica, ed è prodotta da Kinoatelje-Gorizia.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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5) La Regina Vida
C’era una volta una giovane Regina di nome Vida (1). Saputo della calata di Attila (2), re degli Unni, Vida si rifugiò con il suo popolo nella Grotta d’Antro, portandovi pochi sacchi di grano. Attila, giunto davanti a quel nido inespugnabile, decise di aspettare, per ridurre gli assediati alla fame. Vida, allora, giocò le sue estreme carte: lanciò ad Attila (3) l’ultimo sacco di grano rimasto, con parole di sfida: “Prendetevelo, tanto qui abbiamo tanti sacchi di grano quanti sono i chicchi contenuti nel sacco.” Attila fu ingannato da Vida, credendo alle sue parole. Ripiegò allora su Aquileia (4), che fu rasa al suolo.
Vida salvò così il suo popolo, rimanendo sullo sfondo delle leggende popolari, talora identificata con Teodolinda. Non può tuttavia trattarsi della regina longobarda diventata cristiana: questa, si sa, visse più di un secolo dopo…
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
Per conoscere la leggenda della mitica Regina Vida, t’invitiamo a vedere il cortometraggio Vida. Il video dura 15 minuti: potrai godertelo con calma alla fine di questo percorso. L’opera è la tesi di laurea di Pietro Cromaz, giovanissimo autore delle Valli formatosi all’Università di Nova Gorica, ed è prodotta da Kinoatelje-Gorizia.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
2
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6) Le gallerie
Varcata la prima porta del complesso, si entra nello spazio sacro fortificato della Grotta-Chiesa d’Antro. Solo pochi gradini ci separano dal belvedere e dall’ingresso della caverna. In questo breve percorso, alla tua destra, si aprono due gallerie.
La prima galleria è il canale di deflusso (1) delle acque piovane, che scorrono impetuose all’interno della grotta nei giorni d’intense precipitazioni e in assenza di questa opera potrebbero allagare la chiesa.
La seconda galleria (2) è l’antica via d’accesso alla chiesa, quando la pala d'altare era collocata nella Cappella dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista e l’attuale ingresso l’avrebbe esposta senza rispetto ai fianchi o alle spalle dei fedeli.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
2
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6) Le gallerie
Varcata la prima porta del complesso, si entra nello spazio sacro fortificato della Grotta-Chiesa d’Antro. Solo pochi gradini ci separano dal belvedere e dall’ingresso della caverna. In questo breve percorso, alla tua destra, si aprono due gallerie.
La prima galleria è il canale di deflusso (1) delle acque piovane, che scorrono impetuose all’interno della grotta nei giorni d’intense precipitazioni e in assenza di questa opera potrebbero allagare la chiesa.
La seconda galleria (2) è l’antica via d’accesso alla chiesa, quando la pala d'altare era collocata nella Cappella dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista e l’attuale ingresso l’avrebbe esposta senza rispetto ai fianchi o alle spalle dei fedeli.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
2
1
7) Il belvedere
Dal belvedere (1) s’intravede la Valle del Natisone. Il primo paese è Biacis (2), dominato dal castello di Ahrensperg. Più oltre si cela un eccezionale sito preistorico: il Riparo di Biarzo (3). Qui, tra l’8.000 e il 6.000 a.C. trovò rifugio uno dei primi abitanti del Friuli orientale. Sul crinale di fronte si distinguono il Monte San Canziano (4), a sinistra; all’estrema destra il Santuario mariano fortificato di Castelmonte (5), da secoli meta di pellegrinaggi.
La valle ha visto scorrere le “invasioni barbariche”, immense migrazioni di popoli: i Visigoti, gli Unni di Attila, gli Ostrogoti, i Longobardi che elessero a capitale del loro Ducato la vicina Forum Julii, oggi Cividale del Friuli (6). Gli Slavi, qui insediatisi dal VII secolo, con una loro cultura originale (7) elaborata nei contesti del Patriarcato di Aquileia e della Serenissima.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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7) Il belvedere
Dal belvedere (1) s’intravede la Valle del Natisone. Il primo paese è Biacis (2), dominato dal castello di Ahrensperg. Più oltre si cela un eccezionale sito preistorico: il Riparo di Biarzo (3). Qui, tra l’8.000 e il 6.000 a.C. trovò rifugio uno dei primi abitanti del Friuli orientale. Sul crinale di fronte si distinguono il Monte San Canziano (4), a sinistra; all’estrema destra il Santuario mariano fortificato di Castelmonte (5), da secoli meta di pellegrinaggi.
La valle ha visto scorrere le “invasioni barbariche”, immense migrazioni di popoli: i Visigoti, gli Unni di Attila, gli Ostrogoti, i Longobardi che elessero a capitale del loro Ducato la vicina Forum Julii, oggi Cividale del Friuli (6). Gli Slavi, qui insediatisi dal VII secolo, con una loro cultura originale (7) elaborata nei contesti del Patriarcato di Aquileia e della Serenissima.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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7) Il belvedere
Dal belvedere (1) s’intravede la Valle del Natisone. Il primo paese è Biacis (2), dominato dal castello di Ahrensperg. Più oltre si cela un eccezionale sito preistorico: il Riparo di Biarzo (3). Qui, tra l’8.000 e il 6.000 a.C. trovò rifugio uno dei primi abitanti del Friuli orientale. Sul crinale di fronte si distinguono il Monte San Canziano (4), a sinistra; all’estrema destra il Santuario mariano fortificato di Castelmonte (5), da secoli meta di pellegrinaggi.
La valle ha visto scorrere le “invasioni barbariche”, immense migrazioni di popoli: i Visigoti, gli Unni di Attila, gli Ostrogoti, i Longobardi che elessero a capitale del loro Ducato la vicina Forum Julii, oggi Cividale del Friuli (6). Gli Slavi, qui insediatisi dal VII secolo, con una loro cultura originale (7) elaborata nei contesti del Patriarcato di Aquileia e della Serenissima.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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7) Il belvedere
Dal belvedere (1) s’intravede la Valle del Natisone. Il primo paese è Biacis (2), dominato dal castello di Ahrensperg. Più oltre si cela un eccezionale sito preistorico: il Riparo di Biarzo (3). Qui, tra l’8.000 e il 6.000 a.C. trovò rifugio uno dei primi abitanti del Friuli orientale. Sul crinale di fronte si distinguono il Monte San Canziano (4), a sinistra; all’estrema destra il Santuario mariano fortificato di Castelmonte (5), da secoli meta di pellegrinaggi.
La valle ha visto scorrere le “invasioni barbariche”, immense migrazioni di popoli: i Visigoti, gli Unni di Attila, gli Ostrogoti, i Longobardi che elessero a capitale del loro Ducato la vicina Forum Julii, oggi Cividale del Friuli (6). Gli Slavi, qui insediatisi dal VII secolo, con una loro cultura originale (7) elaborata nei contesti del Patriarcato di Aquileia e della Serenissima.
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1. ESTERNO
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2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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7) Il belvedere
Dal belvedere (1) s’intravede la Valle del Natisone. Il primo paese è Biacis (2), dominato dal castello di Ahrensperg. Più oltre si cela un eccezionale sito preistorico: il Riparo di Biarzo (3). Qui, tra l’8.000 e il 6.000 a.C. trovò rifugio uno dei primi abitanti del Friuli orientale. Sul crinale di fronte si distinguono il Monte San Canziano (4), a sinistra; all’estrema destra il Santuario mariano fortificato di Castelmonte (5), da secoli meta di pellegrinaggi.
La valle ha visto scorrere le “invasioni barbariche”, immense migrazioni di popoli: i Visigoti, gli Unni di Attila, gli Ostrogoti, i Longobardi che elessero a capitale del loro Ducato la vicina Forum Julii, oggi Cividale del Friuli (6). Gli Slavi, qui insediatisi dal VII secolo, con una loro cultura originale (7) elaborata nei contesti del Patriarcato di Aquileia e della Serenissima.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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7) Il belvedere
Dal belvedere (1) s’intravede la Valle del Natisone. Il primo paese è Biacis (2), dominato dal castello di Ahrensperg. Più oltre si cela un eccezionale sito preistorico: il Riparo di Biarzo (3). Qui, tra l’8.000 e il 6.000 a.C. trovò rifugio uno dei primi abitanti del Friuli orientale. Sul crinale di fronte si distinguono il Monte San Canziano (4), a sinistra; all’estrema destra il Santuario mariano fortificato di Castelmonte (5), da secoli meta di pellegrinaggi.
La valle ha visto scorrere le “invasioni barbariche”, immense migrazioni di popoli: i Visigoti, gli Unni di Attila, gli Ostrogoti, i Longobardi che elessero a capitale del loro Ducato la vicina Forum Julii, oggi Cividale del Friuli (6). Gli Slavi, qui insediatisi dal VII secolo, con una loro cultura originale (7) elaborata nei contesti del Patriarcato di Aquileia e della Serenissima.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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7) Il belvedere
Dal belvedere (1) s’intravede la Valle del Natisone. Il primo paese è Biacis (2), dominato dal castello di Ahrensperg. Più oltre si cela un eccezionale sito preistorico: il Riparo di Biarzo (3). Qui, tra l’8.000 e il 6.000 a.C. trovò rifugio uno dei primi abitanti del Friuli orientale. Sul crinale di fronte si distinguono il Monte San Canziano (4), a sinistra; all’estrema destra il Santuario mariano fortificato di Castelmonte (5), da secoli meta di pellegrinaggi.
La valle ha visto scorrere le “invasioni barbariche”, immense migrazioni di popoli: i Visigoti, gli Unni di Attila, gli Ostrogoti, i Longobardi che elessero a capitale del loro Ducato la vicina Forum Julii, oggi Cividale del Friuli (6). Gli Slavi, qui insediatisi dal VII secolo, con una loro cultura originale (7) elaborata nei contesti del Patriarcato di Aquileia e della Serenissima.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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Lastra di Tarcetta
8) L’antico forno
Le leggende portano sempre con sé granelli di verità… il grano della Regina Vida serviva per fare il pane. E qui, sulla terrazza di Antro sopravvive un antico forno (1), difficile da datare. ll piano di cottura, rispetto al fondo attuale, doveva essere rialzato di mezzo metro: il pavimento è stato sollevato col restauro del secolo scorso.
In questo forno (2), quasi sicuramente, si cuoceva anche il pane destinato alla consacrazione per la Santa Comunione oppure offerto ai pellegrini che qui salivano in cerca di benedizioni e di grazia. Sei alle soglie di un luogo sacro e di culto (3) abitato da eremiti e comunità religiose, forse già duemila anni fa. Un luogo che ha visto il lento passaggio dal mondo pagano a quello cristiano.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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8) L’antico forno
Le leggende portano sempre con sé granelli di verità… il grano della Regina Vida serviva per fare il pane. E qui, sulla terrazza di Antro sopravvive un antico forno (1), difficile da datare. ll piano di cottura, rispetto al fondo attuale, doveva essere rialzato di mezzo metro: il pavimento è stato sollevato col restauro del secolo scorso.
In questo forno (2), quasi sicuramente, si cuoceva anche il pane destinato alla consacrazione per la Santa Comunione oppure offerto ai pellegrini che qui salivano in cerca di benedizioni e di grazia. Sei alle soglie di un luogo sacro e di culto (3) abitato da eremiti e comunità religiose, forse già duemila anni fa. Un luogo che ha visto il lento passaggio dal mondo pagano a quello cristiano.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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8) L’antico forno
Le leggende portano sempre con sé granelli di verità… il grano della Regina Vida serviva per fare il pane. E qui, sulla terrazza di Antro sopravvive un antico forno (1), difficile da datare. ll piano di cottura, rispetto al fondo attuale, doveva essere rialzato di mezzo metro: il pavimento è stato sollevato col restauro del secolo scorso.
In questo forno (2), quasi sicuramente, si cuoceva anche il pane destinato alla consacrazione per la Santa Comunione oppure offerto ai pellegrini che qui salivano in cerca di benedizioni e di grazia. Sei alle soglie di un luogo sacro e di culto (3) abitato da eremiti e comunità religiose, forse già duemila anni fa. Un luogo che ha visto il lento passaggio dal mondo pagano a quello cristiano.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
1) La falesia
2) La cascatella
3) La scalinata
4) Il castello perduto
5) La Regina Vida
6) Le gallerie
7) Il belvedere
8) L’antico forno
2. CHIESA
3. GROTTA
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1) La caverna
La caverna d’ingresso (1) ospita una chiesa consacrata, che ci accoglie col suo magnifico complesso architettonico. La vastità dell’ambiente è anche frutto dell’intervento dell’uomo, che ha ampliato e trasformato la cavità naturale. Il pavimento, originariamente in terra battuta, risale alla metà del XIX secolo, poi ultimato con il restauro degli anni Sessanta del Novecento.
La parte più antica della chiesa (2) risale almeno al IX secolo, ma forse questo sito come luogo di culto ha origini molto più remote. Già in epoca romana la Grotta-Chiesa d’Antro potrebbe aver ospitato un mitreo. Molto probabilmente, qui i Longobardi avrebbero successivamente praticato riti di un cristianesimo ariano. Restano, tuttavia, molti punti interrogativi.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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1) La caverna
La caverna d’ingresso (1) ospita una chiesa consacrata, che ci accoglie col suo magnifico complesso architettonico. La vastità dell’ambiente è anche frutto dell’intervento dell’uomo, che ha ampliato e trasformato la cavità naturale. Il pavimento, originariamente in terra battuta, risale alla metà del XIX secolo, poi ultimato con il restauro degli anni Sessanta del Novecento.
La parte più antica della chiesa (2) risale almeno al IX secolo, ma forse questo sito come luogo di culto ha origini molto più remote. Già in epoca romana la Grotta-Chiesa d’Antro potrebbe aver ospitato un mitreo. Molto probabilmente, qui i Longobardi avrebbero successivamente praticato riti di un cristianesimo ariano. Restano, tuttavia, molti punti interrogativi.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
2
1
2) La “loggetta longobarda”
La cosiddetta “loggetta longobarda” (1), dedicata alla Madonna e nota anche come Cappella della Sacrata Vergine Antiqua, è il nucleo più antico della Chiesa. Per quanto rimaneggiata anche in tempi recenti, ha probabili radici romane, come suggeriscono alcuni dettagli costruttivi: dalle dimensioni dei mattoni in cotto dell’arco d’ingresso, all’impiego di quarzite nei pilastri, una roccia non di provenienza locale.
Di gusto longobardo-bizantino è invece la finestra a lunetta (2), che trova corrispondenze nel Tempietto di Cividale e ci avvicina ai tempi in cui ebbe origine il capolavoro di questo luogo: la Cappella dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista.
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1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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2) La “loggetta longobarda”
La cosiddetta “loggetta longobarda” (1), dedicata alla Madonna e nota anche come Cappella della Sacrata Vergine Antiqua, è il nucleo più antico della Chiesa. Per quanto rimaneggiata anche in tempi recenti, ha probabili radici romane, come suggeriscono alcuni dettagli costruttivi: dalle dimensioni dei mattoni in cotto dell’arco d’ingresso, all’impiego di quarzite nei pilastri, una roccia non di provenienza locale.
Di gusto longobardo-bizantino è invece la finestra a lunetta (2), che trova corrispondenze nel Tempietto di Cividale e ci avvicina ai tempi in cui ebbe origine il capolavoro di questo luogo: la Cappella dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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1
3) La Cappella
La Cappella dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista (1) è il gioiello della Chiesa. La dedica ai due “Giovanni” è piuttosto rara, ma abbastanza frequente tra i Longobardi. L’aula ha un orientamento est-ovest che richiama il sorgere e il calar del sole. È in stile gotico e conserva anche opere più recenti, come un drammatico crocifisso ligneo del XVIII secolo (2) sulla parete sinistra.
La Cappella, tuttavia, ha origini molto più remote. Per capirlo, bisogna osservare gli affreschi: oggi sono ridotti a pochi frammenti, ma è probabile che un tempo la navata fosse tutta affrescata. Del secondo strato di affreschi rimangono sulla parete destra due mani, forse su un fianco di figura umana, e uno scorcio di capigliatura (3), probabilmente quella di San Giovanni Battista. Ma a fornirci preziose indicazioni sono gli affreschi più antichi.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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3) La Cappella
La Cappella dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista (1) è il gioiello della Chiesa. La dedica ai due “Giovanni” è piuttosto rara, ma abbastanza frequente tra i Longobardi. L’aula ha un orientamento est-ovest che richiama il sorgere e il calar del sole. È in stile gotico e conserva anche opere più recenti, come un drammatico crocifisso ligneo del XVIII secolo (2) sulla parete sinistra.
La Cappella, tuttavia, ha origini molto più remote. Per capirlo, bisogna osservare gli affreschi: oggi sono ridotti a pochi frammenti, ma è probabile che un tempo la navata fosse tutta affrescata. Del secondo strato di affreschi rimangono sulla parete destra due mani, forse su un fianco di figura umana, e uno scorcio di capigliatura (3), probabilmente quella di San Giovanni Battista. Ma a fornirci preziose indicazioni sono gli affreschi più antichi.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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3) La Cappella
La Cappella dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista (1) è il gioiello della Chiesa. La dedica ai due “Giovanni” è piuttosto rara, ma abbastanza frequente tra i Longobardi. L’aula ha un orientamento est-ovest che richiama il sorgere e il calar del sole. È in stile gotico e conserva anche opere più recenti, come un drammatico crocifisso ligneo del XVIII secolo (2) sulla parete sinistra.
La Cappella, tuttavia, ha origini molto più remote. Per capirlo, bisogna osservare gli affreschi: oggi sono ridotti a pochi frammenti, ma è probabile che un tempo la navata fosse tutta affrescata. Del secondo strato di affreschi rimangono sulla parete destra due mani, forse su un fianco di figura umana, e uno scorcio di capigliatura (3), probabilmente quella di San Giovanni Battista. Ma a fornirci preziose indicazioni sono gli affreschi più antichi.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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4) Affreschi e simboli
Gli affreschi antichi (1) sono per lo più figure simboliche, forse dipinte tra VII e VIII secolo. Si distinguono ruote cigliate (2) che evocano il sole. Compaiono anche felci (3) o, secondo un’altra ipotesi, palme (3): le prime simboli di un ignoto primordiale, le seconde del trionfo di Cristo sulla morte. Non mancano croci greche (4) e un’oscura iscrizione greca (5). Sono indizi che ci conducono a un mondo sospeso tra occidente e oriente, tra paganesimo e Cristianesimo, tipico del periodo longobardo. Ci ricordano i riti del solstizio d’estate, coincidente con la nascita di Giovanni Battista, il 24 giugno. Trascorsero secoli prima che un radicato culto popolare e pagano della natura, dei suoi cicli, delle sue manifestazioni concrete, del sole e delle acque, fosse soppiantato dalla nuova fede in Cristo.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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4) Affreschi e simboli
Gli affreschi antichi (1) sono per lo più figure simboliche, forse dipinte tra VII e VIII secolo. Si distinguono ruote cigliate (2) che evocano il sole. Compaiono anche felci (3) o, secondo un’altra ipotesi, palme (3): le prime simboli di un ignoto primordiale, le seconde del trionfo di Cristo sulla morte. Non mancano croci greche (4) e un’oscura iscrizione greca (5). Sono indizi che ci conducono a un mondo sospeso tra occidente e oriente, tra paganesimo e Cristianesimo, tipico del periodo longobardo. Ci ricordano i riti del solstizio d’estate, coincidente con la nascita di Giovanni Battista, il 24 giugno. Trascorsero secoli prima che un radicato culto popolare e pagano della natura, dei suoi cicli, delle sue manifestazioni concrete, del sole e delle acque, fosse soppiantato dalla nuova fede in Cristo.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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4) Affreschi e simboli
Gli affreschi antichi (1) sono per lo più figure simboliche, forse dipinte tra VII e VIII secolo. Si distinguono ruote cigliate (2) che evocano il sole. Compaiono anche felci (3) o, secondo un’altra ipotesi, palme (3): le prime simboli di un ignoto primordiale, le seconde del trionfo di Cristo sulla morte. Non mancano croci greche (4) e un’oscura iscrizione greca (5). Sono indizi che ci conducono a un mondo sospeso tra occidente e oriente, tra paganesimo e Cristianesimo, tipico del periodo longobardo. Ci ricordano i riti del solstizio d’estate, coincidente con la nascita di Giovanni Battista, il 24 giugno. Trascorsero secoli prima che un radicato culto popolare e pagano della natura, dei suoi cicli, delle sue manifestazioni concrete, del sole e delle acque, fosse soppiantato dalla nuova fede in Cristo.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
2
1
3
4
5
4) Affreschi e simboli
Gli affreschi antichi (1) sono per lo più figure simboliche, forse dipinte tra VII e VIII secolo. Si distinguono ruote cigliate (2) che evocano il sole. Compaiono anche felci (3) o, secondo un’altra ipotesi, palme (3): le prime simboli di un ignoto primordiale, le seconde del trionfo di Cristo sulla morte. Non mancano croci greche (4) e un’oscura iscrizione greca (5). Sono indizi che ci conducono a un mondo sospeso tra occidente e oriente, tra paganesimo e Cristianesimo, tipico del periodo longobardo. Ci ricordano i riti del solstizio d’estate, coincidente con la nascita di Giovanni Battista, il 24 giugno. Trascorsero secoli prima che un radicato culto popolare e pagano della natura, dei suoi cicli, delle sue manifestazioni concrete, del sole e delle acque, fosse soppiantato dalla nuova fede in Cristo.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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4) Affreschi e simboli
Gli affreschi antichi (1) sono per lo più figure simboliche, forse dipinte tra VII e VIII secolo. Si distinguono ruote cigliate (2) che evocano il sole. Compaiono anche felci (3) o, secondo un’altra ipotesi, palme (3): le prime simboli di un ignoto primordiale, le seconde del trionfo di Cristo sulla morte. Non mancano croci greche (4) e un’oscura iscrizione greca (5). Sono indizi che ci conducono a un mondo sospeso tra occidente e oriente, tra paganesimo e Cristianesimo, tipico del periodo longobardo. Ci ricordano i riti del solstizio d’estate, coincidente con la nascita di Giovanni Battista, il 24 giugno. Trascorsero secoli prima che un radicato culto popolare e pagano della natura, dei suoi cicli, delle sue manifestazioni concrete, del sole e delle acque, fosse soppiantato dalla nuova fede in Cristo.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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1
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5
5) La lapide di Felice
Tra i misteri della chiesa, si affaccia un indizio: è la lastra (1) posata sulla parete destra della navata. All’origine si trovava sul pavimento della sagrestia. È la lapide tombale del IX secolo, scritta in latino, di un certo “Felix” (2), Felice, che invoca i pellegrini che salgono in questo luogo sacro a pregare per lui.
In un documento coevo è scritto come il re Berengario avesse concesso a tal diacono Felice la chiesa d’Antro. Si riferisce, quasi certamente, al Felice citato nella lapide. Stando al tono solenne della lapide, potrebbe trattarsi di un “missionario” eremita stimato e premiato, forse per aver convertito definitivamente questo territorio al Cristianesimo.
Nella lapide è anche inciso come la chiesa sia dedicata ai due Giovanni, il Battista e l’Evangelista, a conferma delle remote origini di questo duplice culto.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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5) La lapide di Felice
Tra i misteri della chiesa, si affaccia un indizio: è la lastra (1) posata sulla parete destra della navata. All’origine si trovava sul pavimento della sagrestia. È la lapide tombale del IX secolo, scritta in latino, di un certo “Felix” (2), Felice, che invoca i pellegrini che salgono in questo luogo sacro a pregare per lui.
In un documento coevo è scritto come il re Berengario avesse concesso a tal diacono Felice la chiesa d’Antro. Si riferisce, quasi certamente, al Felice citato nella lapide. Stando al tono solenne della lapide, potrebbe trattarsi di un “missionario” eremita stimato e premiato, forse per aver convertito definitivamente questo territorio al Cristianesimo.
Nella lapide è anche inciso come la chiesa sia dedicata ai due Giovanni, il Battista e l’Evangelista, a conferma delle remote origini di questo duplice culto.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
2
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6) Il rinnovamento gotico
La cappella si presenta in stile tardogotico (1), ispirato alla scuola sloveno-carinziana. L’epigrafe (2) a destra dell’ingresso, incisa in caratteri gotici tedeschi, dà precise informazioni: fu edificata nel 1477 da “Maister Andre von Lach”, ovvero di Škofja Loka, con l’aiuto di tale “Jacob”, presumibilmente lo scalpellino scultore.
La magnifica volta (3) colpisce per l’intreccio a losanghe dei costoloni, che nell’abside disegnano una stella a sette punte. Tutti i nodi sono decorati da clipei con soggetti floreali, teste umane e lo scudo della Banca di Antro, probabile “finanziatrice” dell’opera. Allora le Valli del Natisone erano amministrate dalle Banche di Merso e di Antro, le due entità riconosciute dalla Serenissima che disponevano anche di un loro tribunale.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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6) Il rinnovamento gotico
La cappella si presenta in stile tardogotico (1), ispirato alla scuola sloveno-carinziana. L’epigrafe (2) a destra dell’ingresso, incisa in caratteri gotici tedeschi, dà precise informazioni: fu edificata nel 1477 da “Maister Andre von Lach”, ovvero di Škofja Loka, con l’aiuto di tale “Jacob”, presumibilmente lo scalpellino scultore.
La magnifica volta (3) colpisce per l’intreccio a losanghe dei costoloni, che nell’abside disegnano una stella a sette punte. Tutti i nodi sono decorati da clipei con soggetti floreali, teste umane e lo scudo della Banca di Antro, probabile “finanziatrice” dell’opera. Allora le Valli del Natisone erano amministrate dalle Banche di Merso e di Antro, le due entità riconosciute dalla Serenissima che disponevano anche di un loro tribunale.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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6) Il rinnovamento gotico
La cappella si presenta in stile tardogotico (1), ispirato alla scuola sloveno-carinziana. L’epigrafe (2) a destra dell’ingresso, incisa in caratteri gotici tedeschi, dà precise informazioni: fu edificata nel 1477 da “Maister Andre von Lach”, ovvero di Škofja Loka, con l’aiuto di tale “Jacob”, presumibilmente lo scalpellino scultore.
La magnifica volta (3) colpisce per l’intreccio a losanghe dei costoloni, che nell’abside disegnano una stella a sette punte. Tutti i nodi sono decorati da clipei con soggetti floreali, teste umane e lo scudo della Banca di Antro, probabile “finanziatrice” dell’opera. Allora le Valli del Natisone erano amministrate dalle Banche di Merso e di Antro, le due entità riconosciute dalla Serenissima che disponevano anche di un loro tribunale.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
2
1
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7) Le sculture di Jacob
Tra le meraviglie della rinnovata chiesa gotica, colpiscono le mensole (1) su cui posano i costoloni. Puoi osservare un’espressiva galleria di figure inginocchiate, forse la rappresentazione di una festa: un monaco, un suonatore di gusla (2), antico violino che si suonava al contrario, un suonatore di cornamusa (3), una nobildonna, due venerandi, un bevitore, un pastore e, subito fuori, una figura alata (4). Uno straordinario campionario di vita e di umanità della seconda metà del Quattrocento!
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1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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7) Le sculture di Jacob
Tra le meraviglie della rinnovata chiesa gotica, colpiscono le mensole (1) su cui posano i costoloni. Puoi osservare un’espressiva galleria di figure inginocchiate, forse la rappresentazione di una festa: un monaco, un suonatore di gusla (2), antico violino che si suonava al contrario, un suonatore di cornamusa (3), una nobildonna, due venerandi, un bevitore, un pastore e, subito fuori, una figura alata (4). Uno straordinario campionario di vita e di umanità della seconda metà del Quattrocento!
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
2
1
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4
7) Le sculture di Jacob
Tra le meraviglie della rinnovata chiesa gotica, colpiscono le mensole (1) su cui posano i costoloni. Puoi osservare un’espressiva galleria di figure inginocchiate, forse la rappresentazione di una festa: un monaco, un suonatore di gusla (2), antico violino che si suonava al contrario, un suonatore di cornamusa (3), una nobildonna, due venerandi, un bevitore, un pastore e, subito fuori, una figura alata (4). Uno straordinario campionario di vita e di umanità della seconda metà del Quattrocento!
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
2
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3
4
7) Le sculture di Jacob
Tra le meraviglie della rinnovata chiesa gotica, colpiscono le mensole (1) su cui posano i costoloni. Puoi osservare un’espressiva galleria di figure inginocchiate, forse la rappresentazione di una festa: un monaco, un suonatore di gusla (2), antico violino che si suonava al contrario, un suonatore di cornamusa (3), una nobildonna, due venerandi, un bevitore, un pastore e, subito fuori, una figura alata (4). Uno straordinario campionario di vita e di umanità della seconda metà del Quattrocento!
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
2
1
3
4
8) La Veronica
Sulla parete sinistra della caverna risalta un curioso affresco, forse del XV secolo. Rappresenta quel Velo della Veronica (1) che la “pia donna” offerse pietosamente a Gesù durante la salita al Calvario, per asciugare il suo sudore intriso di sangue. Sul tessuto sarebbe rimasto impresso il vero volto di Cristo (2), tanto che il nome “Veronica” ha assonanza con l’espressione “vera icona”, ossia “vera immagine”. Secondo alcuni studiosi di sindonologia, il Gesù della Veronica di Antro ha notevoli somiglianze con quello della Sacra Sindone. È quindi probabile che l’artista abbia visto di persona il supposto sudario di Cristo, oggi conservato a Torino, o, quantomeno, si sia basato su dettagliate descrizioni della preziosa reliquia.
A destra dell’affresco compare un lacerto del “Fiore della vita” (3) a sei petali, simbolo diffuso in varie parti del mondo, in area italica, fin da epoche remote, e ancora oggetto di studi e interpretazioni.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
2
1
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8) La Veronica
Sulla parete sinistra della caverna risalta un curioso affresco, forse del XV secolo. Rappresenta quel Velo della Veronica (1) che la “pia donna” offerse pietosamente a Gesù durante la salita al Calvario, per asciugare il suo sudore intriso di sangue. Sul tessuto sarebbe rimasto impresso il vero volto di Cristo (2), tanto che il nome “Veronica” ha assonanza con l’espressione “vera icona”, ossia “vera immagine”. Secondo alcuni studiosi di sindonologia, il Gesù della Veronica di Antro ha notevoli somiglianze con quello della Sacra Sindone. È quindi probabile che l’artista abbia visto di persona il supposto sudario di Cristo, oggi conservato a Torino, o, quantomeno, si sia basato su dettagliate descrizioni della preziosa reliquia.
A destra dell’affresco compare un lacerto del “Fiore della vita” (3) a sei petali, simbolo diffuso in varie parti del mondo, in area italica, fin da epoche remote, e ancora oggetto di studi e interpretazioni.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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8) La Veronica
Sulla parete sinistra della caverna risalta un curioso affresco, forse del XV secolo. Rappresenta quel Velo della Veronica (1) che la “pia donna” offerse pietosamente a Gesù durante la salita al Calvario, per asciugare il suo sudore intriso di sangue. Sul tessuto sarebbe rimasto impresso il vero volto di Cristo (2), tanto che il nome “Veronica” ha assonanza con l’espressione “vera icona”, ossia “vera immagine”. Secondo alcuni studiosi di sindonologia, il Gesù della Veronica di Antro ha notevoli somiglianze con quello della Sacra Sindone. È quindi probabile che l’artista abbia visto di persona il supposto sudario di Cristo, oggi conservato a Torino, o, quantomeno, si sia basato su dettagliate descrizioni della preziosa reliquia.
A destra dell’affresco compare un lacerto del “Fiore della vita” (3) a sei petali, simbolo diffuso in varie parti del mondo, in area italica, fin da epoche remote, e ancora oggetto di studi e interpretazioni.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
2
1
3
9) Templari?
La teoria secondo cui il volto di Cristo della Veronica di Antro (1) sarebbe somigliante a quello della Sindone, ha ispirato alcune suggestioni. Secondo alcune ipotesi, non suffragate storicamente, i Templari sarebbero stati tra i primi custodi della Sindone. È dunque possibile che i Templari abbiano frequentato la Grotta d’Antro? Evocano questa presenza alcune croci che richiamano la croce dei Templari: alcune sono affrescate (2) nella Cappella dei Santi Battista ed Evangelista. Un’altra è incisa nell’acquasantiera (3) all’ingresso. Si tratta, tuttavia, solo di congetture, che si aggiungono a quella della tria (4) incontrata lungo il sentiero che conduce alla grotta.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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4
9) Templari?
La teoria secondo cui il volto di Cristo della Veronica di Antro (1) sarebbe somigliante a quello della Sindone, ha ispirato alcune suggestioni. Secondo alcune ipotesi, non suffragate storicamente, i Templari sarebbero stati tra i primi custodi della Sindone. È dunque possibile che i Templari abbiano frequentato la Grotta d’Antro? Evocano questa presenza alcune croci che richiamano la croce dei Templari: alcune sono affrescate (2) nella Cappella dei Santi Battista ed Evangelista. Un’altra è incisa nell’acquasantiera (3) all’ingresso. Si tratta, tuttavia, solo di congetture, che si aggiungono a quella della tria (4) incontrata lungo il sentiero che conduce alla grotta.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
2
1
3
4
9) Templari?
La teoria secondo cui il volto di Cristo della Veronica di Antro (1) sarebbe somigliante a quello della Sindone, ha ispirato alcune suggestioni. Secondo alcune ipotesi, non suffragate storicamente, i Templari sarebbero stati tra i primi custodi della Sindone. È dunque possibile che i Templari abbiano frequentato la Grotta d’Antro? Evocano questa presenza alcune croci che richiamano la croce dei Templari: alcune sono affrescate (2) nella Cappella dei Santi Battista ed Evangelista. Un’altra è incisa nell’acquasantiera (3) all’ingresso. Si tratta, tuttavia, solo di congetture, che si aggiungono a quella della tria (4) incontrata lungo il sentiero che conduce alla grotta.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
2
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9) Templari?
La teoria secondo cui il volto di Cristo della Veronica di Antro (1) sarebbe somigliante a quello della Sindone, ha ispirato alcune suggestioni. Secondo alcune ipotesi, non suffragate storicamente, i Templari sarebbero stati tra i primi custodi della Sindone. È dunque possibile che i Templari abbiano frequentato la Grotta d’Antro? Evocano questa presenza alcune croci che richiamano la croce dei Templari: alcune sono affrescate (2) nella Cappella dei Santi Battista ed Evangelista. Un’altra è incisa nell’acquasantiera (3) all’ingresso. Si tratta, tuttavia, solo di congetture, che si aggiungono a quella della tria (4) incontrata lungo il sentiero che conduce alla grotta.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
2
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10) La pala d’altare
La pala d’altare (1) è un’opera barocca di Bartolomeo Ortari di Caporetto, della Scuola di Tolmino, degli inizi del Settecento. Fu realizzata a intaglio, su misura, utilizzando cinque tipi di legno, con copertura dorata. Un tempo era sull’altare della Cappella: nell’insieme si creava così quella suggestiva fusione tra gotico e barocco, caratteristica di altre chiese votive delle Valli del Natisone e derivata dall’Europa centro-orientale. Poi la pala è stata trasferita nella grotta con il restauro degli anni Sessanta. In basso da sinistra a destra (2) sono le statue di Santo Stefano Protomartire, San Giovanni Battista, San Giovanni Evangelista. Nel timpano l’Incoronazione della Vergine tra l’Arcangelo Gabriele e l’Annunciazione. Le statue sono copie: le originali sono conservate nel Museo Diocesano di Udine, dopo due furti e altrettanti ritrovamenti.
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La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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10) La pala d’altare
La pala d’altare (1) è un’opera barocca di Bartolomeo Ortari di Caporetto, della Scuola di Tolmino, degli inizi del Settecento. Fu realizzata a intaglio, su misura, utilizzando cinque tipi di legno, con copertura dorata. Un tempo era sull’altare della Cappella: nell’insieme si creava così quella suggestiva fusione tra gotico e barocco, caratteristica di altre chiese votive delle Valli del Natisone e derivata dall’Europa centro-orientale. Poi la pala è stata trasferita nella grotta con il restauro degli anni Sessanta. In basso da sinistra a destra (2) sono le statue di Santo Stefano Protomartire, San Giovanni Battista, San Giovanni Evangelista. Nel timpano l’Incoronazione della Vergine tra l’Arcangelo Gabriele e l’Annunciazione. Le statue sono copie: le originali sono conservate nel Museo Diocesano di Udine, dopo due furti e altrettanti ritrovamenti.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
1) La caverna
2) La “loggetta longobarda”
3) La Cappella
4) Affreschi e simboli
5) La lapide di Felice
6) Il rinnovamento gotico
7) Le sculture di Jacob
8) La Veronica
9) Templari?
10) La pala d’altare
3. GROTTA
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1) Una grotta giovane
Il percorso turistico-naturalistico comincia scendendo dietro l’altare. Qui si apprezzano l’antica galleria d’accesso alla Grotta-Chiesa e il canale di deflusso delle acque, costruito per strutturare l’intero complesso.
La costruzione in muratura (1) segna il confine tra la parte artificiale e quella naturale della grotta, che si sviluppa per più di cinque chilometri, ma viene percorsa solo per trecento metri.
È una “giovane” grotta attiva (2): ha “soltanto” un milione di anni e continua a essere modellata dall’acqua e dal tempo. La temperatura interna è di 11°C: il valore medio tra le temperature del territorio nel corso dell’anno.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
3. GROTTA
1) Una grotta giovane
2) L’Orso delle Caverne
3) Gli odierni abitanti
4) Un mortaio sacro
5) Le forme del calcare
6) La sala delle Vaschette
7) Marmitte e scritte
8) Il bivio
9) Microfori e lingue
10) Oltre: speleoturismo
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1
1) Una grotta giovane
Il percorso turistico-naturalistico comincia scendendo dietro l’altare. Qui si apprezzano l’antica galleria d’accesso alla Grotta-Chiesa e il canale di deflusso delle acque, costruito per strutturare l’intero complesso.
La costruzione in muratura (1) segna il confine tra la parte artificiale e quella naturale della grotta, che si sviluppa per più di cinque chilometri, ma viene percorsa solo per trecento metri.
È una “giovane” grotta attiva (2): ha “soltanto” un milione di anni e continua a essere modellata dall’acqua e dal tempo. La temperatura interna è di 11°C: il valore medio tra le temperature del territorio nel corso dell’anno.
Per una visione d’insieme della Grotta-Chiesa d’Antro guarda il video “Grotta-Chiesa d’Antro. Dentro il mito”.
La “visita virtuale” si snoda nei tre ambienti che compongono la Grotta-Chiesa e, nel loro insieme, contribuiscono alla sua unicità:
1. ESTERNO
2. CHIESA
3. GROTTA
1) Una grotta giovane
2) L’Orso delle Caverne
3) Gli odierni abitanti
4) Un mortaio sacro
5) Le forme del calcare
6) La sala delle Vaschette
7) Marmitte e scritte